La nostra storia

Bottega di famiglia da oltre 100 anni

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Indirizzo

Piazza Mariano Buratti, 16, 01100 San Martino Al Cimino VT

GPS

42.368828648753, 12.125964653958

Telefono

La testimonianza di nonna Agnesina

La nostra Bottega risale ai primi del ‘900, e porta in sé la bellezza della memoria che è eredità, non soltanto di cinque generazioni della nostra famiglia, ma della comunità intera di  San Martino al Cimino.

La storia della Bottega è infatti uno spaccato della vita del paese che racconta difficoltà, fatiche e privazioni, ma anche semplicità, valori e gioia; sintesi di un tempo passato, scandito da antiche tradizioni e solidi rapporti umani.

Agnesina La Bottega del Norcino di San Martino al Cimino

Tutto ha inizio con gli zii Sergolini che, nei primi anni del secolo scorso, vendevano alcuni generi alimentari come verdura, frutta, uova fresche e qualche pollo o coniglio. Non avevano figli ed è così che mia madre, Rosa Armellini, all’età di 8 anni, ha iniziato a stare con loro nel negozio che avrebbe un giorno rilevato. Ultima di 6 figli, io stessa ho seguito le orme di mia madre, lavorando nella bottega sin da bambina, per poi subentrare insieme a mio marito Carlo Silvestri. Si viveva tutti in una grande famiglia con genitori e zii.

La norcineria è nata negli anni ’50 durante la gestione di mia madre. Ricordo la cucina di casa trasformata in laboratorio artigianale, secondo le leggi e le certificazioni allora vigenti. Tutto veniva cotto sul focolare o nel forno a legna. Si producevano salsicce, coppa, prosciutti, salami, porchetta e così via. Non esistevano celle frigorifere, ogni genere alimentare veniva conservato nelle profonde cantine.

Tutto si vendeva sfuso. Pasta, riso, farina, zucchero, caffè  venivano tenuti in cassetti del bancone, mentre tonno e alici sotto sale facevano bella mostra nei loro barattoloni di latta. Non esisteva ancora la plastica e ogni prodotto si  metteva in cartocci di carta paglierina. La bilancia funzionava con dei contrappesi, cosicché alimenti inferiori ad un chilo si pesavano ad occhio.

Chi viveva nel paese faceva spesa quotidianamente perché non c’erano frigoriferi per mantenere gli alimenti. Chi invece viveva nelle campagne consumava i prodotti del proprio orto, faceva il pane in casa e veniva alla bottega una volta a settimana.

Almeno fino agli anni Sessanta, si comprava lo stretto necessario e  senza sprechi:  un chilo di pane, un paio di etti di pasta, 2 o 5 lire di conserva, il battuto del lardo, due alici, un rocchio (salsiccia), qualche patata, due fette di mortadella, qualche verdura, 2 mele,  uova… L’olio d’oliva si vendeva in piccoli misurini portati dal cliente. Andavano a ruba i rancetti, piccoli scarti del prosciutto usati per insaporire le minestre.

La spesa si metteva nei fagotti, grandi fazzoletti a quadretti legati ai lati . I più benestanti avevano delle borse di paglia. Vigeva la quindicina, ossia il credito ai clienti che pagavano la spesa quando prendevano il salario, ossia ogni 15 giorni

Quando i contadini arrivavano dalla campagna, prima di entrare in paese si cambiavano le scarpe sporche e impolverate, e le lasciavano in custodia nella bottega per andare a messa. Di solito portavano delle verdure, un pollo o qualche uova da vendere.

La bottega aveva un orario libero ed era aperta tutti i giorni dell’anno, tranne il dì di Pasqua e Natale. Alle quattro e mezza di mattina bisognava pulire il banco e riprendere i prodotti dalle cantine.

Frutta, verdura e ortaggi si compravano ai mercati generali, dove, anche contro ogni intemperie, si andava almeno due volte a settimana. Gli zii avevano un somaro e la carretta, più avanti negli anni sono arrivati gli autobus o altri mezzi di fortuna. Poi è arrivato il giorno in cui io e Carlo abbiamo potuto comprare la prima automobile.

Per andare ai mercati si usciva di casa alle due di notte. Bisognava arrivare presto per comprare la migliore scelta e risparmiare la fila. Alle sei di mattina, sulla strada di ritorno, si comprava un po’ di burro e qualche mozzarella.

Mio marito, come gran parte dei sammartinesi, faceva il boscaiolo, e dopo avermi aiutato con la spesa ai mercati generali, andava a lavorare nei boschi. Io portavo avanti la bottega con due bambini piccoli. Ricordo il primogenito Ettore che faceva colazione seduto su un barattolo di tonno e la tazza di latte sul barattolo delle alici. Le case del paese erano tutte aperte, con le chiavi sulla porta. I bambini dei negozianti stavano nelle botteghe o giocavano per le strade.

La storia della nostra Bottega è anche la storia della comunità sammartinese del ‘900,  fatta in prevalenza di boscaioli, contadini, braccianti, artigiani e negozianti. È la storia di una economia circolare che, in un moto continuo di produzione e consumo, reinvestiva le proprie risorse all’interno del paese stesso, sostenendo le famiglie e consentendo al paese di vivere e prosperare.

Poi sono arrivati i frigoriferi, la plastica, il consumismo, le multinazionali, i grandi supermercati, gli alimenti processati, i conservanti, gli additivi e i coloranti. È arrivata la dispersione dell’economia locale e lo spreco alimentare.

La Bottega del Norcino del nuovo millennio

La Bottega del Norcino di Andrea Silvestri - San Martino al Cimino

Mio figlio Andrea Silvestri nel 2012 ha rilevato la Bottega, portandosi dietro anche tutto il carico di valori ed esperienza della nostra famiglia. Non soltanto i trucchi del mestiere e le ricette tradizionali hanno reso longeva La Bottega del Norcino, ma anche il duro lavoro unito a investimento e innovazione. Il laboratorio artigianale produce ogni giorni un’infinità di prodotti gastronomici, dalla norcineria, confetture, piatti pronti, dolci e così via. Tutti i prodotti lavorati sono freschi e di primissima scelta.

Tanta passione, manodopera e impegno per una Bottega storica che lavora ogni giorno nel rispetto della qualità, professionalità ed eccellenza.

È passato più di un secolo, e con le mie nipoti La Bottega del Norcino è arrivata alla quinta generazione. Tuttavia, nulla è cambiato dagli storici principi che hanno accompagnato il laboratorio artigianale, e il motto è sempre lo stesso:  la qualità di prima scelta dove la metti la trovi!

Agnese Filoscia

 

Galleria storica

Orari di Apertura

Lunedì

07:30 13:00 – 16:00 19:00

Martedì

07:30 13:00 – 16:00 19:00

Mercoledì

07:30 13:00 – 16:00 19:00

Giovedì

07:30 13:00

Venerdì

07:30 13:00 – 16:00 19:00

Sabato

07:30 13:00 – 16:00 19:00

Domenica

Chiuso